Era giovane, credeva nella Giustizia e nella professione che aveva scelto. Era idealista e avvocato. Un ossimoro vivente. Un giorno si trovò a difendere, quasi per caso, un povero fesso, un disperato dalla pelle scura e dagli occhi tristi, sorpreso a rubare qualche banconota da centomila lire dalla cassa di un ristorante sul mare. Tre banconote da centomila, poteva giurarci la distratta cassiera. Non era andato troppo lontano, però. Erano accorsi subito i carabinieri, lo avevano inseguito e fermato sulla spiaggia. Senza il malloppo, però. Quelle banconote lui proprio non le aveva addosso, eppure era nero e colpevole. E i suoi occhi sempre più tristi. Quel giorno l’ossimoro vivente diede il meglio di sé. L’imputato fu assolto e subito scarcerato. Il giovane idealista poteva andare fiero della professione che aveva scelto, sentirsi utile al mondo intero, un paladino della Giustizia. Il povero innocente si congratulò con lui per l’insperato successo. Gli strinse forte la mano. I suoi occhi erano meno tristi ma lucidi. La sua voce profonda, l’accento francese:

Ecco, Avvocato, questo è tutto ciò che posso permettermi per ringraziarla.

Tre banconote da centomila.

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