A cidade

A cidade

Stamattina mi sono svegliato al pensiero di Lisbona, dei suoi vicoli malinconici, dell’odore di bacalhau. E delle note struggenti del fado che si inerpicano sulla collina dell’Alfama, prendendosi l’anima della città. Stamattina mi sono svegliato con la...
Quel che resta dell’anno

Quel che resta dell’anno

Mi resterà il ricordo del viaggio in Portogallo e Spagna, della riscoperta di Lisboa, dei suoi vicoli intrisi di saudade, di quel ristorante alla Travessa do Convento das Berdardas e dell’allegro tepore di quelle serate di fine marzo. E dell’intrigante Sevilla, dei ritmi andalusi scanditi mani e piedi, dei suoi giardini fioriti.

Tutto a Lisbona trasmette saudade, e ancor di più questa spianata di fronte al vuoto, e stando qui, aspirando la brezza che increspa il Tago, cioè il Tejo, si intuisce vagamente cosa sia questa inesplicabile sensazione di rimpianto, di mancanza, e al tempo stesso desiderio di raggiungere l’inaccessibile, malinconico bisogno di utopia che è poi l’orizzonte stesso, un sentimento che i trovatori medievali chiamarono saudade e da allora in nessuna lingua si è trovato un termine appropriato per tradurlo.

– Pino Cacucci

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