Non c’è peggior sordo…

Non c’è peggior sordo…

Ho sempre parlato alle statue. Un po’ meno agli animali. Quand’ero in gita con la scuola dialogavo con quelle dei musei, immaginando di trovarne una disposta a scendere dal piedistallo e a seguirmi per le vie della città, fino a casa. Tra lo stupore primitivo e rozzo dei compagni di classe, ignari del fatto che una statua, per quanto pesante, potesse scrostarsi dal passato e vivere nel presente. Ingenui.