Alcuni popoli dell’est hanno una parola nei loro vocabolari per dire “universo” che io trovo poetica e, al tempo stesso, rivelatrice: svemir.  Essa esprime un’idea di quiete senza fine che è diversa da quella dello spazio illimitato, o del “tutto che si raccoglie in uno”, proprio dell’etimologia latina. L’universo diventa il luogo in cui tutto (sve) è pace (mir).

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