Era l’autunno del 1993. La Route des vins mi aveva già incantato con le sue verdi e rigogliose colline, gli ordinati filari di viti, le antiche rovine. L’Alsazia, terra di confine, crocevia d’Europa, regione tormentata e splendida. Dinanzi al Parlamento riunito in sessione plenaria il Presidente finlandese perorava l’ingresso del suo paese in Europa. Sarebbe accaduto, due anni più tardi.

La sera stessa, in un ristorante in bilico sopra uno dei quattro canali dell’Ill, gustavo le specialità della cucina locale. La cena era offerta dal parlamentare del mio collegio. Un brindisi, con un Pinot Noir d’annata. Un altro. Un altro ancora. Poi il mio augurio, ispirato dai fumi del nobile alcool: al futuro Presidente degli Stati Uniti d’Europa! L’ebbrezza di un sogno, un ideale, una utopia. L’Europa unita.

Sono passati 13 anni. Molte cose sono cambiate sotto i cieli allargati d’Europa. E’ rimasto il ricordo di quella sera a Strasburgo. Ed un sogno che, forse, non si realizzerà.

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