Sostiene un amico che per molto tempo egli abbia vissuto una vita ordinaria, senza la meraviglia propria del bambino, e, confidando nella regolarità dei cicli lunari e delle maree come delle albe e dei tramonti, sia rimasto a lungo confinato nel recinto angusto del suo spazio vitale, assecondando inconsapevole le dinamiche del quotidiano. Sostiene di avere solo di recente, nel mentre una mattina rifletteva la sua immagine invecchiata allo specchio, scoperto la necessità di aprire finestre e lasciar passare aria e luce, ch’egli fin lì dava per scontate e certe, a prescindere dalle buone azioni, come respirare o vedere. Giacché, sostiene, anche il respiro e la vista vanno educati al meglio, resi consapevoli. E questa meravigliosa rivelazione lo ha reso ora un uomo libero.

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