Io per il mio funerale avrei pensato alle sonorità di una fanfara, con punte di mestizia alternate a ritmi tzigani come in un film di Kusturica. Si muore una sola volta, nel circo della vita. Ma poi fate voi. Non resterei di certo deluso se non vedessi piovere dal cielo petali di rosa. Ritenetevi, anzi, dispensati. Gradirei, semmai, si versassero fredde lacrime di cristo in calici generosi ed insieme si brindasse al ricordo di un cammino condiviso, lontano da luoghi di culto o interpreti in divisa. Molto di più, apprezzerei la sobrietà di un’urna cineraria.

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