Il pomeriggio stesso dell’arrivo. Mi dirigo verso il centro. Freddo, ma non pungente. Da Piazza Matejki si percorrono due minuti a piedi e ci si trova davanti il barbacane e la porta di San Floriano. L’ingresso della città vecchia. Abili suonatori da strada con abiti peruviani ricordano ai passanti che la musica non ha confini, così come la povertà che si legge sul volto di una donna seduta ai margini della Ulica Florianska, mentre il McDonalds lì vicino si popola di mangiatori di frivolezze. Pensieri da Cracovia. Mi sono chiesto se non sia giusto proibire alle multinazionali dei polli e degli hamburger di invadere i centri storici delle città più antiche offendendone la memoria. Il pensiero di un istante. Imboccata la prima traversa sulla destra, si percorrono pochi metri prima di immettersi sulla parallela Ulica Sw. Jana. Il palazzo che stavo cercando è proprio lì, quasi anonimo, all’angolo. Il portone è chiuso ed un cartello indica che il Museo Czartoryski riaprirà domani. Alle 10:00, non potrò mancare. Proseguo intanto per le stradine della città, tra ristoranti e bar che sembrano sbucati dal passato. Ne scorgo uno che ispira un senso di cose buone. Prenoto per la sera.

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