Nove del mattino. E’ l’ora più bella per una nuotata. La spiaggia è ancora libera, in ogni senso, e, nelle vicinanze, le ordinate file di sdraio e di ombrelloni restituiscono un’immagine di quiete, seppure provvisoria. Posso sistemare il mio sbiadito telo da mare nel punto che preferisco, non troppo distante dalla battigia. L’acqua è fresca, non fredda.  Vado a rana oltre la boa, circumnavigo la scogliera (vado al massimo, vado a gonfie vele, canticchio nuotando, chissà perché). Osservo da mare i confini tra verde e cielo. Mezz’ora circa e non avverto stanchezza, potrei continuare. Ma preferisco tornare a riva e poi al mio telo, non più solitario, però…

Signora Lia, è un po’ che non ci si vede, come sta? E la famiglia, tutto bene?

Oh, che piacere rivederla, signora Maria, anche lei al mare? Io sto bene, non mi lamento, a parte gli acciacchi dell’età. La famiglia? Diciamo bene…

Ma, ricordo bene, eravate tre sorelle?

Si, tre sorelle.

E una è morta, vero?

Sì, morta, il prossimo mese fanno 20 anni.

Eh sì, ricordo, fu una vera tragedia. E l’altra, dov’è l’altra? Non l’ho più rivista…

Eh, l’altra esce raramente di casa, dopo la morte della figlia… a dicembre fanno 5 anni.

Ah, già, la figlia. Una tragedia, cosa non ha dovuto sopportare quella povera donna. Ma il marito, è ancora vivo il marito?

Un infarto, nell’agosto dell’ 82, ora fanno 30 anni.

Ma sì, giusto, ora che ci penso, andai anche ai suoi funerali. Una tragedia, un infarto fulminante, era un brav’uomo. E quindi ha vissuto da sola con la figlia?

Nooo, dopo la morte del marito, buonanima, si è risposata.

Ah, ecco… brava, ha trovato compagnia.

Eh sì, un vecchio conoscente, suo coetaneo.

E quindi vivono insieme?

Eh no. Morto anche lui, dopo 10 anni di matrimonio. A ottobre fanno…

Signore! Scusate, signore!

Chi è? Ah, è quel tizio col telo sbiadito. Ce l’ha con noi. Sì?

Mi sono cascate le palle, alle 10 in punto fanno 30 minuti.

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