Alle cinque del mattino sull’isola era notte fonda. Il rumore dei miei passi riecheggiava nello stretto e lungo vicolo che conduce all’arenile. I rintocchi in lontananza delle campane della parrocchia di Portosalvo mi fecero d’istinto portare la mano al polso. Le lancette dell’orologio segnavano l’ora del campanile. Era l’antivigilia. Le pesanti scarpe da pioggia ora affondavano nella sabbia rendendo il mio incedere più lento e faticoso. Il vento di tramontana aveva smesso da qualche ora di sferzare i rigogliosi salici della collina di San Pietro, ma il freddo non sembrava intenzionato a concedere tregua. Due lacrime solcarono il mio volto gelido e teso. Proseguii come assorto nel pensiero di una annunciata rivelazione. Di lì a poco, i bagliori del crepuscolo mattutino avrebbero rischiarato all’orizzonte la terraferma.

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