La sveglia della domenica suonò puntuale alle otto, ma lui era già in piedi davanti alla luminosa finestra della camera da letto. Osservava i lenti movimenti in lontananza di navi e aliscafi, tenendo tra le mani una tazza di caffè turco ancora bollente: abitudine che si era di recente sovrapposta a quella, ben più classica e rituale, dell’espresso mattutino e che gli era valsa, in due circostanze, il severo, quasi ultimativo, monito del medico curante. A dispetto di questi e dei suoi funesti avvertimenti, da qualche mese stava provando la variante con cannella e cardamomo.

AE

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