La triste storia delle mie piantine di basilico

Questo blog, divenuto ormai vetrina di pensieri passati, mi ricorda la storia (un po’ triste) delle mie piantine di basilico. Ne compravo un paio, di tanto in tanto, me ne prendevo cura per qualche mese, vedendole crescere e misurarsi con orgoglio; poi, lentamente ma inesorabilmente, le abbandonavo al loro incerto e mai verde destino.

Eppure, di storie da raccontare ce n’erano. Immagini da pubblicare, anche. Provo qui a farne una sintesi cominciando dalla fine, dal mio ritorno nella grande mela.

 

Difficile dire cosa mi spinga ogni volta (e questa era la quarta) a preferire la città che non dorme mai ad altre, nuove mete. Molte destinazioni, anche più a portata di mano, meriterebbero la precedenza: per storia, cultura, bellezze naturali. Eppure, eccomi qua, a raccontarla come se fosse la prima volta, con quel senso di meraviglia che per lo più si riserva alle grandi scoperte. C’entra forse quel suo rivelarsi in mille modi sempre diversi, quel suo fuoriuscire ad ogni angolo, blocco o quartiere, come da una narrazione d’autore, quel suo restare sempre nel flusso da protagonista.

Leaving New York  never easy

I grattacieli non sono affatto come li si immagina nelle fotografie. A partire dal decimo piano, inizia già il cielo perchè la costruzione è erosa dalla luce. La luce e i suoi riflessi alleggeriscono la materia dell’edificio.

Henry Matisse

L'Oculus di Calatrava

Inaugurato nel marzo del 2016, il capolavoro architettonico di Santiago Calatrava è anche uno dei simboli per eccellenza della rinascita della città dalle macerie di Ground Zero.

Bianco, luminoso, d’una leggerezza maestosa che restituisce al visitatore un senso di quiete nel traffico di anime del World Trade Center.

The Vessel

Inaugurato nel marzo del 2019, The Vessel è la nuova attrazione del dinamico distretto di Hudson Yards, sul fronte occidentale di Manhattan.

La “scalinata di New York“, come è stata ribattezzata, è una struttura a nido d’ape in acciaio e bronzo progettata dall’architetto britannico Thomas Heatherwick.

I singoli componenti sono stati costruiti a Monfalcone, in Provincia di Gorizia, e trasportati via mare a New York.

 

 

Frenetica, multicolore, proiettata costantemente nel futuro ma capace di regalarti una serata jazz in bianco e nero e senza fronzoli in un buio e angusto scantinato del Greenwich Village, rimasto fedele a se stesso e al suo storico nome, quel Village Vanguard che ha visto suonare Bill Evans e John Coltrane; di proporti una passeggiata fuori dal tempo nel rettangolo verde del Central Park o tra vetusti palazzi e moderni grattacieli sulla Highline, il suo parco lineare, realizzato su una sezione in disuso della vecchia ferrovia sopraelevata; di trasformare in rituali obbligati le visite al Guggenheim e al MoMA, ma anche quelle più goderecce da Katz’s Deli per il classico pastrami o da Magnolia Bakery, sulla Bleecker Street, per la red velvet cheesecake.

New York è una città complice, che non ti stanca mai. E’ il luogo dell’arte, anche quella di strada, che prende vita come d’incanto sulla facciata di un edificio o in un sottopassaggio. E’ la suggestione di un vecchio film visto alla TV, uno scorcio del ponte di Brooklyn, il sole che tramonta su Lower Manhattan.

New York è molto più di una semplice città. E’ un insieme di mondi confinanti e spesso opposti, che il turista di passaggio potrà solo sfiorare o immaginare di conoscere nella sua sorprendente complessità. E ad ogni nuova visita c’è un piccolo tassello che si aggiunge alla comprensione.

MADRID

Una città ordinata, pulita, ben organizzata, con un sistema di trasporti efficiente e moderno, una ampia offerta culturale, molteplici occasioni di svago.
Ho ogni volta in tasca il biglietto del volo di ritorno, ma anche quello della lotería nacional

Non potrei in alcun modo paragonarla a New York, perché nulla in comune ha con la metropoli americana, ma Madrid resta tra le mie preferite del Vecchio Continente. E quando mi sono trovato a scegliere una meta per il Capodanno, non ho indugiato più di tanto.

Complice quest’anno anche il clima mite e le belle giornate, l’ho esplorata in lungo e in largo, dall’elegante Salamanca al barrio de Las Letras, per finire una domenica al sole del Retiro.

El Retiro

Il Parque del Retiro o Parque del Buen Retiro, conosciuto comunemente come El Retiro, è il parco pubblico più famoso di Madrid.

Nella foto, il monumento a Alfonso XII.

 

 

Macro e dintorni

I ricordi di un viaggio possono custodirsi anche in un dettaglio.

ALLA SCOPERTA DEL NORD EST

Da Merano e il suo WineFestival al lago più social d’Italia.

A novembre sono stato per la prima volta al Merano WineFestival, giunto alla sua 27esima edizione. Un’occasione per visitare la cittadella termale e spingermi fino all’incantevole lago di Braies.

Per gli operatori del settore, ma anche per i semplici appassionati come me, il Merano WineFestival non è una semplice fiera del vino. E’ un must, un appuntamento imperdibile di qualità. E’ il salotto buono dell’enogastronomia. Già, perché alle più importanti case vitivinicole (950, tra italiane e straniere) si affiancano le eccellenze del gusto (la pizza fritta di Franco Pepe era tra le creazioni più ambite dai visitatori del Kurhaus).

Tre cime dolomitiche fanno da cornice al lago di Braies e, nei mesi in cui la sua superficie non è ghiacciata, puoi ammirarle riflesse nel verde dell’acqua con le loro forme sinuose e striate di bianco. E’ un lago fotogenico e, infatti, gli amanti della fotografia e gli instagramers lo hanno reso ancora più celebre, decretandone il successo social.

 

Bene, il riassunto delle puntate precedenti, mai passate su questo schermo, finisce qui. Molte altre cose sono accadute in questi mesi, molte altre immagini sono state scattate. Ma non importa ora raccontarle tutte, conta che per qualche giorno le mie piantine di basilico siano tornate in vita.

Gioacchino Celotti

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