Certo, c’è l’immediatezza della interattività un po’ guardona di un social network, o la stringatezza comoda di un cinguettio. Ma vuoi mettere il crogiolarsi in un pensiero che si articola e disarticola, che si insinua tra gli incavi della mente, fingendosi parola travestita? Meglio ancora, la parola che si fa carne, che respira a pieni polmoni, viva e vitale, fuoriesce dal recinto del linguaggio per tramutarsi in altro. Era lì che mi scrutava, la mia parola fuoriuscita, nell’istante che segue il verbo, ponendomi una domanda muta alla quale non ho saputo dare una risposta.

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