In attesa del volo di ritorno. Il viaggio è finito, vado in pace. Lascio la Spagna con la suggestione di giorni che sembravano sospesi ma mai uguali. Scrivo poche righe, non sono abbastanza per descrivere l’esperienza andalusa, l’emozione del ritorno a Cordoba, la visita alla Mezquita Catedral e alla Casa Museo di Sefarad, la passeggiata serale sul Puente Romano, l’attesa condivisa del nuovo anno con il rituale dei dodici chicchi, la scoperta della vivace Malaga, del suo Museo Picasso, di Almeria che si anima solo di sera nei tapas bar, dei suoi bagni arabi, di Ronda che toglie il respiro. Vorrei dire di più di Granada, del dedalo colorato di viuzze dell’Albayzín, dell’arrampicata fino al Mirador di San Nicolàs, del sole che tramonta sulla Alhambra. Delle nuove prospettive per uno scatto. E dell’incanto di Siviglia, delle note gitane che si diffondono la sera nei vicoli di Santa Cruz, delle meraviglie del Museo delle Belle Arti e di quelle della Casa de Pilatos. Degli ultimi sorprendenti giorni trascorsi nella capitale, tra vecchie e nuove emozioni. Ora è tempo di tornare alla realtà. Ma tutti questi attimi non andranno perduti.

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