E’ intrisa del sangue versato dalla bella Sirmonde, sposa di Raymonde d’Avignon, la leggenda di questa terra rossastra scolpita dal vento. Meraviglia del Luberon. Vi ho immaginato le falesie e quel salto di dolore nel vuoto per l’amante perduto. Racconti di passione e morte che si tramandano nei secoli, arricchendo di aneddoti la storia di questa regione. È una giornata di sole e cielo blu. Lungo il sentiero dell’ocra, tra querce bianche e ginepri e sabbia arancione sotto i piedi, respiro aria e colori, si confondono i sensi. Osservo le guglie delle fate e il viale dei giganti. Resto ammirato. Ci sono luoghi che sento di aver già respirato, prima ancora di aver conosciuto, percorso, fotografato, amato. Luoghi che sembrano, come molti altri in Provenza, immersi in una quiete senza tempo eppure sfuggenti, come le linee delle natura. Completo il percorso più lungo, segnalato in rosso, in poco meno di un’ora, quindi esploro le ripide stradine del vicino villaggio, un pugno di case colorate che domina la vallata.

Roussillon al tramonto è un caldo abbraccio.

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