Confesso che la notizia della morte del padre dei frattali mi ha colto di sorpresa. Proprio non ne sospettavo l’esistenza. Dei frattali, intendo. O forse nella mia mente erano relegati nell’angolo buio dei ricordi sopiti, i frattali. E come deve essere stato trascorrere un’esistenza intera immersa tra i frattali, con quel loro ripetersi all’infinito, quel loro ostentare grandezza in un trionfo inatteso di autosimilarità? Più o meno eccitante di una passeggiata nello spazio? O di una vita passata a circumnavigare la propria coscienza?

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