Smarrisco in media ogni anno dieci ombrelli, grandi o piccoli, neri o colorati. Li apro, li adopero per la pioggia, poi, li lascio dove capita: nell’auto dell’amico, nel portaombrelli di un ufficio che non ricordo, all’ingresso di questo o quel negozio. Abbandonati al loro anonimo destino. Non compro mai ombrelli di valore, sto lontano da quelli griffati. E non importa se i miei si disarticolano impotenti alla prima raffica di vento. Sono senz’anima ed hanno una sorte già segnata: finire nel cimitero degli ombrelli dimenticati.

 

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