La parte del mio lavoro che maggiormente mi avvicina alla figura dello spettatore divertito è quella in cui mi trovo ad assistere, spesso senza margini di manovra, al divaricarsi delle posizioni tra soggetti già contrapposti per futili motivi. Oggi il cielo era plumbeo, ma un raggio – come di allegro stupore – ha illuminato il solco tracciato dai contendenti. Minacciato dei mali più ingiusti e severi, il tizio dall’aria sorniona ha così liquidato, con aria di sufficienza mista a disprezzo, degradandola a tempesta tropicale, l’ira funesta del suo antagonista:

e cosa vorresti farmi? Venire a ballarmi sulla guallera?

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