Pochi giorni a disposizione, sul calare del mese. La mia fuga di primavera. Ho viaggiato verso Nord, senza una meta ben precisa. Avevo letto di un paesino di poche decine di abitanti, in provincia di Viterbo, tra la valle del Tevere e il lago di Bolsena, eroso dal tempo e segnato dal destino. La prima tappa di un suggestivo itinerario tra Lazio, Umbria e Toscana.

Civita di Bagnoregio

L’antico borgo sospeso sul tufo e in lotta per la sopravvivenza mi è apparso fragile in lontananza come un castello di argilla dorata. Un lungo e stretto ponte da attraversare, dopo aver versato un obolo per l’accesso. E poi stradine, giardini fioriti, scorci suggestivi, antiche osterie scavate nella pietra. In una di queste mi sono fermato a pranzare.

La fiaba del paese che muore – del paese che sta attaccato alla vita in mezzo a un coro lunare di calanchi silenziosi e splendenti, e ha dietro le spalle la catena dei monti azzurri dell’Umbria – durerà ancora.

Bonaventura Tecchi

scrittore

Pitigliano

La città del tufo è una meraviglia da godere prima del tramonto, quando le botteghe artigiane sono ancora aperte e la luce del giorno si sovrappone a quella tenue dei lampioni nei vicoli del centro storico, la piccola Gerusalemme, mentre il fondovalle cade lentamente nella penombra.

Montalcino

Una musica festosa risuonava nell’aria facendo accorrere una folla di turisti in Piazza del Popolo. Ho pernottato qui, nella città del Brunello, degustato con salumi della cinta senese e pecorini di Pienza. Montalcino mi ha accolto con una pioggia leggera e una nebbia che avvolgeva in basso la vallata.

Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni

Leonardo da Vinci

genio

Pin It on Pinterest