A proposito di lapidi, una scintilla sarebbe bastata a rendermi il conto immediato di questa vita. L’auto sulla quale viaggiavo ad alta velocità perdeva carburante in modo subdolo ed inquietante. Nel mio personale immaginario vi associavo mozziconi non spenti, lingue di fuoco avviluppatrici, brandelli di lamiere roventi, esplosioni a catena. La fine del mondo. Giunto alla destinazione finale, come in un film di quart’ordine, ho passato in rassegna ogni scenario possibile, confrontandomi con l’idea del caso ed i suoi molteplici corollari. Mi vedevo proiettato in un tempo senza spazio, ad un passo dall’oblio. Cenere alla cenere. E immaginavo una mano pietosa deporre fiori sopra una tomba mai richiesta: qui giace il mio AlterEgo, ancora fumante.

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