Ricordi

La leva malinconica e la superba

Superba signora del mare, una città che imparai così a riconoscere, giorno dopo giorno, come la cantilena dolce della sua lingua: dalle alture al fronte del porto, il profilo da cartolina e quello più nascosto. E il tempo sembrò come d’incanto accelerare.

Il cortile del tempo sospeso

A luglio il cortile si popolava di una nuova colorita presenza, quella dei chiassosi vacanzieri napoletani, per noi solo intrusi da tollerare fino al volgere della stagione.

La signora del vicolo segreto

C’era un passaggio segreto che io conoscevo da bambino. Un vicolo che si insinuava stretto tra fazzoletti di giardino e vecchie case di pescatori.

La stagione delle cicale

Già da bambino trascorrevo la stagione al riparo dai flussi turistici e dai suoi picchi agostani, considerati alla stregua di un morbo senza vaccino.

In quel preciso istante

In quel preciso istante

In quel preciso istante, su quella spiaggia ciottolosa della Dalmazia, un torrido pomeriggio di Ferragosto, si convinse che io fossi ebreo.

Distanze

Distanze

Abitavo nel vicolo della spiaggia, in un appartamento dal soffitto alto e le finestre enormi, dalle quali potevo osservare il vicino che raccoglieva arance.

Cliffs of Moher

Cliffs of Moher

Le parlai del viaggio in Irlanda, delle Cliffs of Moher, di quella volta che ci lasciammo guidare dall’istinto, risalendo la corrente della birra scura.

L’ultima confessione

L’ultima confessione

Già che ci siamo, vi confesso che l’ultima volta che mi sono confessato avevo la veneranda età di sedici anni. Seguì, quella stessa notte, l’eucarestia. L’ultima, anch’essa. Era la messa di Natale. La Chiesa profumava di incenso e di cose vecchie.

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